C'è pura poesia nelle nature morte di Giorgio Morandi. Sfuocati ed espressivi, mentre raffigurano oggetti di uso comune come bottiglie di vetro, brocche di porcellana, pentole e tazze, i dipinti fanno leva sull'atmosfera e sull'effetto di complicata meticolosità che hanno reso popolari le nature morte nei secoli XVII e XVIII.

"Morandi ha avuto un'incredibile comprensione della composizione e della luce, come dimostrato dal modo in cui giocava con gli oggetti e con i riflessi dei diversi materiali", afferma la designer e collaboratrice di Salvatori Elisa Ossino, spiegando la duratura attrattiva del solitario pittore italiano. "Ho tratto ispirazione dal suo lavoro per molto tempo. È così che ho avuto l'idea di creare un omaggio all'artista".

Lavorando a stretto contatto con Salvatori, la Ossino ha sviluppato una gamma di oggetti che traggono ispirazione dai dipinti di Morandi, realizzando la forma idiosincratica delle sue bottiglie in tre dimensioni. Ognuna realizzata con cura da una diversa pietra naturale – dalla tenue eleganza del Bianco Carrara al drammatico disegno del Cipollino, alla delicata craquelure di Rosa Perlino –, le sette bottiglie sono il risultato di ciò che la Ossino descrive come "un'indagine molto interessante sulle diverse trame del marmo"

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